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28 febbraio 2014 5 28 /02 /febbraio /2014 12:10

TRASPORTO COMBINATO - RORO ACCOMPAGNATO

La carta vincente della Riboni Trasporti di Novara

 

Il Marocco sta vivendo un periodo di modernizzazione e crescita economica, grazie al programma di sviluppo di autostrade, porti e ferrovie attuato dal re Mohammed VI. Ciò porta ad un aumento dei traffici commerciali tra l'Italia ed il Paese nordafricano, con conseguente incremento dei trasporti. Le autostrade del mare rappresentano una modalità di trasporto efficiente e sostenibile per collegare le due sponde del mediterraneo. TrasportoEuropa ha seguito un camion della Riboni Trasporti nel suo viaggio dalle Alpi all'Atlante, in cui utilizza la rotta Grimaldi tra Livorno e Tangeri.

 

http://www.riboni.it/

 

Riboni Trasporti srl
Via Per Pisano, 32
28046 GHEVIO DI MEINA (NO)
Tel +39 0322 216100
Fax +39 0322 218060

 

Ribonimaroc SARL
147, Av. Mohamed V
Res. Alcantara n. 16
MA – 90000 TANGER
MAROCCO

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21 novembre 2011 1 21 /11 /novembre /2011 01:34
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3 giugno 2010 4 03 /06 /giugno /2010 15:04

BABEL de Hendrick Dusollier (France 2008) 16 mn. from George Zagor on Vimeo.

 

Court métrage (France 2008) 16 mn.
Director: Hendrick Dusollier
Screenwriter: Hendrick Dusollier
Cinematographers: Hendrick Dusollier, Maria Roche
Music: Jean-Francois Viguie
Cast: Xiao Peng, Tian Chao, Zhang Chi
________________________________________
Le réalisateur virtuose d' Obras, après une apnée virtuelle de plus de dix minutes dans une Barcelone renouvelée, s'attaque à une représentation compulsive de Shanghai.

Dans son film « Babel », le réalisateur Hendrick Dusollier nous présente une image très personnelle et exceptionnelle de la Chine moderne.

« C'est l'histoire du vingtième siècle, en Occident. Aujourd'hui, on observe le même type de phénomène en Chine, la mutation aura eu lieu en l'espace d'une décennie et se poursuit à un rythme effréné. Fermée, repliée sur elle-même jusqu'aux années 1980, la Chine s'est soudainement ouverte à l'économie de marché. Les deux modèles de société qui se sont opposés au vingtième siècle fusionnent ici dans un incroyable mélange de communisme totalitaire et d'ultra libéralisme sauvage. Babel est le portrait d'une modernité, celle de la Chine, qui a fait irruption dans le système économique mondialisé, pour en devenir, en quelques années, l'un des principaux moteurs. »
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31 maggio 2010 1 31 /05 /maggio /2010 13:45
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6 dicembre 2009 7 06 /12 /dicembre /2009 03:27
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26 ottobre 2009 1 26 /10 /ottobre /2009 20:49

A ROAD TO MECCA: THE JOURNEY OF MUHAMMAD ASAD
di Georg Misch, Austria, 2008, 92‘
versione originale inglese

Un personaggio da riscoprire, più che mai d’attualità: Muhammad Asad, cresciuto a Vienna con il nome di Leopold Weiss, affascinato dal Medio Oriente, diventò non solo musulmano, ma uno degli islamisti più illuminati e rispettati del secondo dopoguerra. Dall’Ucraina, dove nacque, alla Palestina, l’Egitto, l’Arabia Saudita e il Pakistan, un percorso difficile tra popoli che oggi più che mai, avrebbero bisogno di leggere e ripensare le parole di Asad, la cui ultima fatica, una nuova traduzione del Corano, resta una pietra miliare nel tentativo di favorire la conoscenza dell’Islam e il confronto con altre religioni e culture.

Muhammad Assad, alias Leopold Weiss, nacque a Leopoli, in Austria (più tardi in Polonia) nel 1900. A soli 22 anni fece la sua prima visita in medio oriente. In seguito divenne un corrispondente estero per il Frankfurter Zeitung, e dopo la sua conversione all’Islam compì numerosi viaggi, dal Nord Africa fino in estremo oriente. Dopo diversi anni di studio divenne uno dei più importanti pensatori musulmani del XX secolo. Successivamente, con la creazione del Pakistan, venne nominato direttore del Department of Islamic Reconstruction, nel Punjab occidentale, e più tardi divenne ambasciatore presso le Nazioni Unite. Scrisse due libri molto significativi: ‘Islam at the Crossroads’ e ‘Road to Mecca’, e produsse una rivista mensile ‘Arafat’. Poco prima di morire, elaborò una traduzione del Corano ed un commentario in inglese intitolato 'The message of the Qur’an'. Tradusse inoltre anche il Sahih al-Bukhari in inglese.

 

Liberamente tradotto da The Muslim World, January 1999, 60-63 art. “Roads to Mecca: Conversion Narratives of European and Euro-American Muslims”.

Verso la Mecca
Marcia K. Hermansen

Verso la Mecca di Muhammad Asad (1900-1992) è il racconto più famoso della conversione di un europeo all’Islam. Anche se non costituisce strettamente un racconto di viaggio, tuttavia il suo fascino risiede proprio nella ricca ed evocativa descrizione della vita araba. Inoltre, in un certo senso per la prima volta in opere di questo tipo, dedica molto spazio alle discussione della dimensione della spiritualità islamica. Forse proprio questa componente giustifica il fascino che il suo lavoro continua ad esercitare su molti lettori. Il libro è strutturato intorno al motivo dei diversi viaggi dell’autore in Arabia e nel Medio Oriente, che sono culminati nel Pellegrinaggio alla Mecca del 1927. Nel corso della narrazione Asad spazia cronologicamente dall’autobiografia, alle avventure in Medio Oriente e alle riflessioni sull’Islam.

Asad nacque in una famiglia di origine ebraica nell’odierna Polonia. Ha frequentato da giovane i caffè letterari di Vienna e ha intrapreso la carriera di giornalista. All’età di ventidue anni si è recato a Gerusalemme per visitare suo zio. Da quel momento in poi ha iniziato a paragonare la civiltà occidentale e quella islamica e nel suo viaggio di ritorno in Europa ha sottolineato l’assenza di serenità osservabile nello sguardo degli europei a differenza degli arabi. Questa differenza, secondo Asad, costituisce una linea di demarcazione tra la vita araba e quella europea, che è stata profondamente segnata dalla separazione, tipicamente occidentale, tra la carne e lo spirito.

Il racconto di Asad possiede una certa complessità poiché scrive di eventi accaduti negli anni venti e trenta ma dalla prospettiva politica e intellettuale dei primi anni cinquanta, proponendo un nuovo punto di vista relativo alla vita e alla religione musulmana, di interesse eguale per convertiti e non. Non manca nemmeno di trattare il tema del conflitto politico e culturale tra l’Islam e l’Occidente. Nella sua introduzione Asad pone quest’opposizione attraverso il racconto di una discussione avuta con un colto collega occidentale, al quale spiega le radici psicologiche di questo conflitto nei termini delle memorie del subconscio europeo al tempo delle crociate, inteso come un evento traumatizzante per la psiche della giovane civiltà europea. Questa relazione di opposizione spiegherebbe, secondo Asad, la persistente ostilità dell’Occidente verso l’Islam. Asad legge quest’opposizione anche in termini esistenziali, interpretando la propria vita come una frattura con l’occidente.

In molti passaggi importanti Asad si dedica al tema dell’occidentale che scopre se stesso in Oriente, abbandonando le antiche consuetudini e lasciandosi completamente andare nell’abbraccio con un nuovo mondo, in cui l’europeo fa esperienza del fenomeno dell’autocoscienza in una cultura che, solo apparentemente, non gli apparteneva.

In un passo del libro, infatti, l’autore afferma: “Quando mi chiedo quale è la somma totale della mia vita, qualcosa in me sembra rispondere: “Tu ti sei proposto di cambiare un mondo per un altro, di acquisire un nuovo mondo in cambio di uno vecchio che non hai mai realmente posseduto”. Capisco allora con luccicante chiarezza che una tale comprensione potrebbe richiedere una vita intera”.

La soluzione di Asad al problema dell’alterità consiste nell’attribuire il senso di esclusione culturale ad un errore peculiare allo stile di pensiero occidentale, perché: “siamo abituati a sottostimare il valore creativo di ciò che non è familiare e siamo sempre tentati di fargli violenza, di appropriarcene e di assumerne il controllo nei nostri stessi termini, attraverso i nostri cliqué intellettuali”. In altri termini, Asad propone che la differenza culturale sia sorpassata dalla comprensione più che dalla violenza intellettuale perché la giustapposizione del famigliare e dello sconosciuto risveglia le realtà intangibili della nostra stessa vita. In altri termini, ci aiuta a “diventare consapevoli delle differenze della vita intorno a noi e quindi svegliare di nuovo la nostra propria, personale realtà dimenticata..”.

Il terzo tema presente nell’opera di Asad è quello relativo alla decadenza della società musulmana che non attribuisce tanto ad un intervento dell’occidente quanto ad una perdita del significato profondo della fede islamica perché dopo tutto “non sono stati i musulmani che hanno reso grande l’Islam, ma è stato l’Islam che ha reso grandi i musulmani”. La maggior parte dei suoi commenti su questo tema sono reminiscenze delle riflessioni e dei suoi personali colloqui con Iqbal che Asad stesso ha citato nella sua introduzione al testo: “Dopo aver lasciato l’Arabia, mi sono trasferito in India, dove ho incontrato il grande filosofo e poeta musulmano, padre spirituale del Pakistan: Muhammad Iqbal. Lui mi convinse ad abbandonare i miei piani di viaggio nell’est del Turkestan, in Cina ed Indonesia per rimanere in India e partecipare all’opera di chiarificazione delle premesse intellettuali del futuro stato islamico, che era poco più di un sogno nella mente di Iqbal”.


Rediffusions sur ARTE:

27.10.2009 à 03:00
02.11.2009 à 03:00
www.arte.tv

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12 ottobre 2009 1 12 /10 /ottobre /2009 00:12
Viaggio nel Basso Salento alla guida di una Volvo 122 S del 1965
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4 ottobre 2009 7 04 /10 /ottobre /2009 03:09


La musique des couleurs.
Reportage d'un exposition de peintures.
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29 aprile 2009 3 29 /04 /aprile /2009 04:08

Le parcours semé d'embûches d'Angelo Amoretti, un retraité reconverti en figurant qui enchaîne les castings pour quelques secondes passées devant les caméras. 
 
Promenade sur les plateaux en compagnie de romains modestes qui hantent la « ville du cinéma » dans l'espoir d'y trouver de petits rôles. « Tournez la tête une fois vers la gauche et une fois vers la droite, s'il vous plaît. Souriez, prenez un air sérieux. Merci, nous vous rappellerons ». Fin de l'entretien d'embauche pour Angelo Amoretti. Depuis qu'il est à la retraite, il fait de la figuration, et on peut apercevoir son visage dans bon nombre de films à succès comme « Gangs of New York », de Martin Scorsese. Le lendemain, Angelo doit se rendre à une séance d'essayage, la dernière étape pour être sûr d'être pris sur un tournage. Car le stock est limité et si le figurant n'entre pas dans un costume, on change de figurant. Avec un réservoir de quelque dix mille figurants rien qu'à Rome, l'offre est plus que confortable. Alessandro Cassigoli et Dalia Castel suivent Angelo Moretti dans son chemin de croix quotidien pour quelques secondes sous les projecteurs.

Réalisation : Alessandro Cassigoli et Dalia Castel, 2007.
Pays : Allemagne / France

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